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Drogba "parla" alla Coppa Andrà via, come Torres?

Londra, 21 maggio 2012

Emozionante discorso dell’ivoriano in spogliatoio dopo la finale, coi compagni in silenzio. Abramovich e Buck non si sbilanciano sul futuro di Di Matteo. Didier verso la Cina, lo spagnolo è deluso e vuole cambiare aria

Lacrime di gioia, preghiere e dvd nella notte di Monaco, con la Champions League appena conquistata dal Chelsea in bella mostra sul tavolo dello spogliatoio dell’Allianz Arena e un Didier Drogba, con la bandiera della Costa d’Avorio drappeggiata sulle spalle, che gli parlava fitto fitto, quasi che quelle grandi orecchie di metallo potessero sentirlo per davvero. “Perché ci hai evitato per così tanto tempo, flirtando con noi prima a Barcellona nel 2009 e poi a Mosca l’anno prima e poi sottraendoti?”. Un discorso alla coppa che è stato ascoltato in religioso silenzio da tutti i presenti, con Roman Abramovich che sembrava ipnotizzato davanti all’inaspettata scena e Roberto Di Matteo che ha persino ritardato la conferenza stampa post match: nulla doveva infatti turbare quel momento di commozione condivisa, eppure al tempo stesso così intima. Sensazioni per la verità già vissute la sera della vigilia della finale, quando Di Matteo ha convocato la squadra in albergo per vedere un dvd: ci si aspettava qualche ripassatina tattica e invece è andato in onda un autentico tributo in Blues, con le immagini di tutti i giocatori, da quando erano giovani campioni in erba ad oggi, e i messaggi di augurio dei loro familiari per la partita della vita che avrebbero giocato di lì a 24 ore.

ESPERIENZA RELIGIOSA
Il video è stata una pensata dell’allenatore che, dopo la vittoria contro il Barcellona in semifinale, ha chiesto al suo staff tecnico di registrarlo e il gesto è stato apprezzato da tutti, fra lacrime di commozione e battutine scaccia-tensione. E chissà a quanti di loro saranno venute in mente quelle immagini mentre assistevano al personalissimo dialogo di Drogba con la Coppa. “Sembrava che stesse pregando, è stata simile ad un’esperienza religiosa”, racconterà poi il presidente del Chelsea, Bruce Buck, rivelando quindi il breve discorso di ringraziamento alla squadra fatto da un emozionatissimo Abramovich in russo (e tradotto da Eugene Tenenbaum) e lasciando anche intuire che i giochi per il futuro siano tutt’altro che fatti.

Drogba leader anche nei festeggiamenti. Afp

Drogba leader anche nei festeggiamenti. Afp

DROGBA IN CINA
O meglio, per ora di fatto sembra esserci solo il contratto di Drogba con i cinesi dello Shangai Shenhua (la stessa squadra di Nicolas Anelka) per 250mila sterline nette a settimana, come ha lasciato intendere lo stesso Buck, sottolineando che “Didier è un campione, ma dobbiamo pensare a cosa sia giusto per lui e a cosa sia giusto per il Chelsea”. In altre parole, grazie per aver segnato il rigore decisivo contro il Bayern e tanti saluti. Uno scenario che rischia di ripetersi anche con Di Matteo che, malgrado lo storico successo, continua incredibilmente a restare nel limbo (ma con un conto in banca più ricco di un milione di sterline per via del bonus-Champions), sebbene i suoi stessi giocatori abbiano cantato ad Abramovich di confermarlo durante i festeggiamenti notturni. “E’ stata una delle rare occasioni in cui i giocatori sentivano di potersi spingere oltre con Abramovich – ha raccontato un anonimo testimone dei coretti pro-Robbie al Mirror – che infatti l’ha presa sul ridere ed era tutto sorrisi”.

DI MATTEO NEL LIMBO
Meno allegro è sembrato invece Buck nel rispondere alle domande dei giornalisti proprio sul futuro di Di Matteo che, invece, dal canto suo ha solo detto “di volere disperatamente andare in vacanza” e che rispetterà “qualunque decisione del club”, anche perché offerte diverse non gli mancano di certo, a cominciare dalla Lazio in Italia e dall’Aston Villa in Premier (vedi oggi il Daily Star). “Roberto ha fatto tanto per il club e non solo per i due trofei conquistati, ma anche perché ha riportato la fiducia nei giocatori – ha spiegato il presidente Blues – . Al momento però non stiamo pensando a dove potrebbe andare, ma a quello che è giusto per il Chelsea. Non sto dicendo che non resterà, ma solo che questo argomento non è stato in agenda nelle ultime sei settimane e che ora dovremo sederci attorno ad un tavolo e farlo diventare il tema centrale della discussione. Non a caso, Roman resterà a Londra questa settimana e ci sarà tempo per parlarne”.

NESSUNA RIVOLUZIONE
Non è comunque un segreto che Abramovich continui a sognare di convincere Pep Guardiola a rinunciare al suo anno sabbatico e intanto tenga monitorati anche Fabio Capello, Guus Hiddink, Laurent Blanc e Didier Deschamps, ma il russo una decisione la deve prendere e anche abbastanza in fretta, perché fatto il tecnico, si potrà poi pensare di fare la squadra. “Non penso ci sarà una rivoluzione – ha già messo le mani avanti Buck – e credo che andranno via giusto un paio di giocatori e che ne arriveranno altrettanti”. E i nomi degli obiettivi in questo secondo caso spaziano da Falcao dell’Atletico Madrid a Hulk del Porto, passando per Lucas Moura del San Paolo e André Schurrle del Bayer Leverkusen, senza dimenticare Eden Hazard del Lilla (per il quale si parla di un’offerta da 32 milioni di sterline) e il solito pallino di Abramovich, Luka Modric, che viene dato più che mai intenzionato a lasciare il Tottenham dopo che non farà la Champions League.

Fernando Torres con la Coppa. Reuters

Fernando Torres con la Coppa. Reuters

TORRES DELUSO
Chi invece potrebbe andarsene e pure di corsa è Fernando Torres che, deluso per non essere partito titolare contro il Bayern Monaco e perché non gli hanno permesso di calciare uno dei rigori, ha chiesto un incontro urgente coi dirigenti per decidere il da farsi. Insomma, lo spagnolo costato 50 milioni di sterline nel gennaio del 2011 ne ha abbastanza e vuole levare le tende. “Se non fosse stato per i tifosi, avrei gettato la spugna molte volte in questa stagione – si è sfogato con la stampa – perché sono stato trattato in un modo che non mi sarei mai aspettato. L’esclusione dall’undici titolare della finale è stata la più grande delusione della mia vita e oltre tutto non mi hanno nemmeno permesso di calciare un rigore, sebbene io fossi pronto a farlo. Ecco perché voglio discutere del mio futuro, voglio capire cosa succederà e quale sarà il mio ruolo nella squadra, perché così di certo non sono felice e non vado avanti”.

Fonte: Drogba "parla" alla Coppa Andrà via, come Torres?

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